Chi sono
Fisioterapista. Per quasi vent'anni ho curato il dolore degli altri seguendo i protocolli. Poi è toccato a me, e ho capito cosa mancava.
Il punto di svolta
Per quasi vent'anni ho applicato con rigore i protocolli standard per il dolore cronico. Funzionavano, ma non abbastanza. C'era sempre qualcosa fuori posto: un tassello che nessuna linea guida riusciva a collocare.
Poi un grave problema di salute mi ha portato in ospedale e mi ha tolto ogni controllo sulla mia vita. Vivere quella perdita in prima persona — io, che di corpi e di recupero mi occupo da sempre — è il momento che ha cambiato tutto.
Da quel letto ho capito una cosa che in vent'anni di clinica non avevo messo a fuoco: il corpo non guarisce perché gli spieghi cosa fare. Guarisce quando il sistema che lo regola torna in condizione di ascoltare.
È da lì che è nata la domanda da cui non mi sono più staccato: cosa si può fare, concretamente, perché quel sistema si rimetta in ordine invece di restare in allerta?
Come ci sono arrivato
La formazione
Laurea in fisioterapia e iscrizione all'Albo TSRM-PSTRP. Anni passati dentro le linee guida del dolore muscoloscheletrico, applicate come si deve. Con una minoranza di pazienti funzionavano solo a metà, e nessuno sapeva dire perché.
La clinica
Persone con esami nella norma e sintomi reali. Dolore che si sposta, stanchezza che non passa con il riposo, sonno che non ripara. Non erano casi difficili: erano casi che il modello non prevedeva.
L'ospedale
Un problema di salute serio, la perdita completa del controllo e il tempo per capire da dentro cosa vuol dire un sistema che resta in allerta. È la parte del percorso che non avrei scelto e quella che è servita di più.
Oggi
Un metodo in quattro leve, da attivare in un ordine preciso, che rimette in condizione il sistema di regolazione prima di chiedergli prestazioni. Non sostituisce il percorso clinico: si affianca a quello che il tuo medico sta già facendo.
Su cosa mi baso
Nessuno di questi percorsi, da solo, spiega un sintomo che gli esami non vedono. Il metodo nasce dal metterli in sequenza, non dal sommarli.
Tre regole
Regola 01
La prima valutazione serve a capire su quali leve ha senso agire nel tuo caso. Se la risposta è nessuna, te lo dico e non ti vendo un percorso.
Regola 02
Se hai un medico che ti segue, resta. Se ci sono accertamenti da fare o terapie in corso, restano. Il mio lavoro comincia dove finisce il loro, non al posto del loro
Regola 03
Non faccio diagnosi: non è il mio ruolo e non ne ho titolo. Non prometto guarigioni in tre settimane. Lavoro su come il tuo sistema si regola, e quello richiede tempo.
La salute non è il fine. È il mezzo per esprimere al meglio il tuo potenziale.
Enrico Grotto
Una valutazione iniziale per capire dove sei e su quali leve puoi agire. Non per venderti un percorso, ma per dirti se ha senso farlo.
Rispondo personalmente. Se dalla valutazione emerge che il tuo caso non è di mia competenza, te lo dico e ti indirizzo altrove.